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Psicologa • Psicoterapeuta

LA VERGOGNA: DAL SILENZIO ALLA PAROLA

Non si parla mai liberamente della VERGOGNA e si tende ad ignorarla o a temerla, sia perché testimonia la propria debolezza, sia perché giudicata prevalentemente secondo una tradizione legata alla morale cristiana.
La vergogna è un’emozione penosa, complessa e multiforme: essa implica il sentirsi esposti e considerati privi di dignità e di valore, il sentirsi inferiori, con la paura di essere valutati negativamente. Il provare tale emozione rende l’individuo cauto nello svelarsi, timido, imbarazzato, e, a volte, eccessivamente consapevole, seppure erroneamente, delle proprie mancanze.

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LA SIMBOLOGIA DEL CORPO

L’antica divisione tra psiche e corpo che ha voluto privare l’uomo di fallibilità, escludendo la parte più terrena, istintuale e mortale, in nome di un’ideale di perfezione, lo ha reso “diviso in se stesso” e carente di quel benessere che ha origine proprio dall'Unità. Perdendo il significato individuale della malattia, essa, anziché essere accolta, compresa e, quindi, curata, viene azzittita. Nell'ottica del voler ottenere “tutto e subito”, l’individuo sembra non essere più in grado di seguire un percorso di crescita, fatto anche di quelle sofferenze e frustrazioni che, se comprese, custodiscono in sé quella spinta naturale e creativa alla trasformazione e crescita.

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ATTACCO DI PANICO: cause, effetti collaterali e psicoterapia.

L'ATTACCO DI PANICO, per il suo aspetto molto “fisico” viene considerato spesso come una malattia senza implicazioni psicologiche, senza correlazioni con l’ambiente in cui si vive e le esperienze già vissute. Eppure, al di là delle diversità individuali, gli studi psicodinamici hanno messo in luce i collegamenti tra l’episodio di panico e i meccanismi psicologici che hanno contribuito a causarlo. 

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  • La matassa si aggroviglia, se il primo semplice nodo non è stato sciolto. E spesso si preferisce accrescere un tutto complicato, piuttosto che aprire gli occhi sulla semplicità di un nodo e risolverlo. Perché il nodo ferma il fluire. E noi abbiamo sempre troppa fretta di vivere.

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