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Psicologa Torino è di propietà della dott.ssa ALBERTA psicologa e psicoterapeuta a Torino. Psicologa torino è il luogo virtuale della Dott.ssa Nicoletta ALBERTA.
Psicologa Torino è il nome del sito della dottoressa Nicoletta Alberta. La dottoressa dopo essersi laureata in psicologia presso l'Università di Torino si è Specializzata in Psicoterapia. Per diventare psicoterapueta bisogna essere laureata in psicologia ed aver effettuato 4 anni di specializzazione in psicoterpapia. La psicologa torino Alberta, è cosi' diventata Psicoterapueta, e svolge la sua attività a Torino, perciò meglio conosciuta nell'ambiente con Psicoterapeuta Torino. La sofferenza psicologica si manifesta attraverso molteplici sintomi psicologici e fisici, e con l'aiuto di una psicologa o di una psicoterapueta questi si possono curare questi sintomi ed è per questo motivo che la psicologa torino e psicoterapueta Torino Alberta ha deciso di iniziare nella citta dove si è laureata, a Torino. Alcune persone prendono la decisione di rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapueta perchè si sentono sole o da troppo tempo depresse o ansiose. Molte altre per avere un sostegno per affrontare la malattia. D'altra parte molti, invece, per paura dello stigma non si rivolgono a nessun psicologo o psicoterapueta. La psicologa Torino e psicoterapeuta Torino Dott.ssa Alberta riceve su appuntamento e offre la sua consulenza psicologia a torino rispettando tutte le norme per la privacy. La psicologa Torino e psicoterapeuta a Torino ALBERTA sarà lieta di offrirvi tutta la sua professionalità per una consulenza psicologica. La prima consulenza psicologica sarà gratuita e si svolgerà a Torino nel suo studio privato.

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Psicologa • Psicoterapeuta

LA SIMBOLOGIA DEL CORPO

L’antica divisione tra psiche e corpo che ha voluto privare l’uomo di fallibilità, escludendo la parte più terrena, istintuale e mortale, in nome di un’ideale di perfezione, lo ha reso “diviso in se stesso” e carente di quel benessere che ha origine proprio dall'Unità. Perdendo il significato individuale della malattia, essa, anziché essere accolta, compresa e, quindi, curata, viene azzittita. Nell'ottica del voler ottenere “tutto e subito”, l’individuo sembra non essere più in grado di seguire un percorso di crescita, fatto anche di quelle sofferenze e frustrazioni che, se comprese, custodiscono in sé quella spinta naturale e creativa alla trasformazione e crescita.

 

Il corpo non mente e ha un suo linguaggio, ascoltarlo e saperlo comprendere ci permette di accedere ad una conoscenza di noi stessi ancora più profonda e autentica.

In passato, si parlava di psicosomatica riferendosi ad essa solo in relazione a quelle malattie organiche la cui causa era rimasta oscura e per le quali, quasi per esclusione, si pensava potesse esistere una genesi psicologica. Oggi al contrario si parla, non solo di psicosomatica, ma di un’ottica psicosomatica, corrispondente ad una concezione che guarda all’uomo come ad un tutto unitario, dove la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

In questo articolo, troverete una descrizione sistematica dei significati simbolici attribuiti alle varie parti del corpo umano, non solo nelle sue manifestazioni sintomatiche, ma anche nei suoi significati archetipici. (Fonti bibliografiche)
Interessanti sono inoltre i riferimenti al pensiero popolare, che da sempre ha utilizzato nei propri gerghi, o proverbi, il corpo, o parti di esso, come metafora di sentimenti, atteggiamenti e propensioni personali. 
Troverete inoltre schemi riassuntivi che spero vi siano utili nell’individuare facilmente le tematiche di vostro interesse.

 

  • LE PRINCIPALI DIVISIONI DEL CORPO

Ogni persona deve essere osservata nella sua interezza,
poiché è da questa interezza che emerge la sua personalità esclusiva.

Dychtwald K. in “Psicosoma”

Uno dei modi che gli studiosi della struttura psicosomatica utilizzano per comprendere le relazioni tra struttura e personalità, consiste nell’osservare come il peso è distribuito rispetto alle proporzioni dell’intera corporatura.
In generale, l’utilizzo preferenziale e il maggior sviluppo di una parte rispetto che all’altra può riferirsi ad una propensione della personalità. Osservando le principali divisioni del corpo umano è possibile in quest’ottica fare delle inferenze sulle propensioni caratteriali dell’individuo, limiti e potenzialità, che sembrano rispecchiarsi anche nell’intera struttura. Potenzialità individuali non ancora espresse sembrano rispecchiarsi in quelle parti del corpo meno sviluppate e quindi più suscettibili a lesioni o malattie.

 ▪ PARTE SINISTRA E PARTE DESTRA DEL CORPO

Sappiamo che l’EMISFERO SINISTRO è prevalentemente interessato al pensiero analitico e logico, soprattutto funzioni verbali e matematiche, mentre l'EMISFERO DESTRO è principalmente responsabile dell’orientamento nello spazio, delle attività artistiche e artigianali, delle immagine del corpo e del riconoscimento dei volti. Analogamente, la PARTE DESTRA DEL CORPO è considerata quella maschile perché più legata al pensiero logico e razionale e ad aspetti della personalità come l’autorità e l’aggressività: lo yang, o forza creativa, nella cosmologia cinese; la PARTE SINISTRA DEL CORPO viene, invece, correlata agli aspetti femminili della personalità, come la ricettività, l’emotività, il pensiero olistico e creativo, e le forze yin, ricettive. La preferenza dell’individuo per la parte destra o sinistra sembra manifestarsi soprattutto nei momenti di espressione emotiva.

 • META' SUPERIORE E INFERIORE DEL CORPO

livello funzionale, la PARTE INFERIORE DEL CORPO è la parte dell’organismo che stabilisce il contatto con la terra. Ha il compito di stabilizzare, muovere, equilibrare, sostenere, radicare e creare una situazione di solidità. La META' SUPERIORE DEL CORPO ha invece la funzione di comunicare, esprimere, respirare, vedere, pensare, accarezzare, percuotere. In modo analogo, a livello psicosociale, la META' INFERIORE DEL CORPO è orientata verso l’intimità, l’introspezione, il senso d’appartenenza alla famiglia, la stabilità emotiva, la dipendenza; mentre la META' SUPERIORE DEL CORPO è possibile considerarla come quella legata alla socializzazione, all’espressione esteriore, alla comunicazione interpersonale, alle aspirazioni, all’affermazione dell’Io. La distribuzione del peso in suddetta divisione sembra quindi essere correlata alla distribuzione dell’attenzione dell’individuo, o alla ricerca di maggior sostegno nel corso della sua vita.

Prendendo in considerazione i casi estremi, Ken Dychtwald osserva come coloro che sono molto grossi e pesanti dai fianchi in giù, sembrano avere uno stile di vita orientato agli aspetti stabilizzanti casalinghi, solidi e privati della vita; così facendo, l’individuo non solo si affiderà a tali aspetti della vita per trovare sostegno e identificazione, ma tenderà a sviluppare uno stile di vita che gli assicuri la continuità di queste relazioni e di questi contatti. La persona sopra descritta potrebbe quindi avere la tendenza all’introversione, a sentire e ad essere, piuttosto che ad agire. Il caso opposto si presenta per individui con la parte superiore molto sviluppata, ad esempio uomini con un torace a botte e gambe molto magre e parti posteriori contratte. Un tale individuo avrà una spiccata tendenza all’estroversione: doti sociali e comunicative, ma le gambe e i fianchi sottili rispecchieranno una mancanza di solidità nei confronti della stabilità emotiva e dell’autosostegno. Aspetti attivi e sociali dovranno compensare la debolezza delle gambe e delle radici emotive.

E’ vero che pochi individui rispecchiano fedelmente i due casi estremi, ma si possono invece riconoscere le tendenze verso una delle due direzioni. La metà del corpo più sviluppata sembra anche essere quella con una coordinazione motoria più aggraziata e consapevole dell’altra; anche la sensibilità localizzata può venire osservata nella salute e nella vitalità specifica della metà del corpo. La metà più attiva soffrirà meno di malattie e lesioni, mentre la metà rigida e non integrata, soffrirà di tensioni, stress e lesioni.

Nello schema a seguire, un esempio di come lesioni o tensioni in certe parti del corpo potrebbero essere l’espressione di difficoltà che coinvolgono aspetti emotivi e caratteriali:

PARTE SINISTRA

  • META' SUPERIORE
    es. Lesione braccio sinistro = Difficoltà a comunicare con gli altri in modo ricettivo o passivo.
  • META' INFERIORE
    es. Lesione piede sinistro = Difficoltà,o conflitti, nel mantenere una posizione in modo recettivo.

 

PARTE DESTRA

  • META' SUPERIORE
    es. Lesione braccio destro = Difficoltà di comunicazione perché gli risulta difficile essere assertivo.
  • META' INFERIORE
    es. Tensione gamba destra = Difficoltà nel procedere nella vita in modo attivo.
  

• PARTE ANTERIORE E PARTE POSTERIORE DEL CORPO

Queste due parti sembrano animate da emozioni e atteggiamenti psicologici diversi. La PARTE ANTERIORE DEL CORPO sembra rispecchiare l’Io sociale, l’Io conscio, letteralmente la “facciata” dell’individuo. Mentre la PARTE POSTERIORE DEL CORPO sembra riflettere gli elementi inconsci e privati dell’Io: come fossero gli aspetti personali in ombra, o che non si vogliono rendere visibili agli altri.
Così, molte emozioni indesiderate, perché considerate negative, vengono accumulate o nascoste nella parte posteriore del corpo: lungo la spina dorsale e nella parte posteriore delle gambe; molte emozioni violente come la collera, o la paura, vengono accumulate nella parte posteriore del corpo. Può venirsi quindi a creare uno squilibrio tra le parti, in cui quella davanti rimane vulnerabile e priva di forza, mentre quella dietro carica di energia accumulata. I sentimenti e atteggiamenti inespressi sembrano congelarsi, quindi, nella struttura del corpo, manifestandosi sotto forma di tensione, stress e irrigidimento muscolare.

 

  • IL SISTEMA LOCOMOTORIO

Il corpo possiede una struttura dinamica e statica, una struttura architettonica che garantisce il sostegno pur consentendo il movimento: l’ossatura; vi è poi un “motore” che permette i movimenti meccanici, gli spostamenti, e la postura: la muscolatura.
Le ossa, a livello simbolico, sembra rappresentino i sistemi organizzativi entro cui viviamo: l’autorità, il sostegno materiale, affettivo e sociale; riguarderebbero anche la struttura personale in fatto di pensieri, principi e convinzioni. In gergo si suol dire “farsi le ossa”, che al principio della vita è funzionale alla sopravvivenza, perché è ciò che dà solidità e struttura.

In sintesi, nella tabella a seguire, presento il significato simbolico che si attribuisce alle principali componenti dell’apparato locomotore:

OSSA

Stabilità, fermezza, adempimento della norma.

ARTICOLAZIONI

Azione, flessibilità.

MUSCOLI

Sforzo, motivazione, Attività; adattamento al mondo esterno; difesa.

TENDINI E LEGAMENTI

“corde alle quali tutto è appeso”, resistenza, trasformazione pratica delle forze ed energie personali.

SPALLE

Capacità di carico/sopportazione, atteggiamento verso gli altri e i compiti quotidiani.“portare un peso sulle spalle”; atteggiamento verso la vita, “spalle strette, spalle larghe”; modo di sostenersi a vicenda, “spalleggiarsi”.

BRACCIA

Forza, vigore, potere; capacità di resistenza e di influenza su qualcuno; sostegno dell’altro; contatto col mondo esterno, abbracciare/ tenere a distanza.

GOMITI

Disponibilità ad affermarsi, capacità di imporsi. “usare i gomiti”

MANI

Prendere possesso, afferrare; protezione, aiuto “mettere la mano sopra la testa di qualcuno”; “tendere la mano”; cogliere stimoli e idee; toccare, comprendere e lasciar andare; dare e prendere; rendere fattuale ciò che è stato pensato, “prendere in mano la vita”.

SCHIENA E COLONNA VERTEBRALE

Sostegno e dinamismo, capacità di sopportazione, stabilità interiore “dimostrare d’avere la spina dorsale”.

GAMBE

Movimento, agilità, progresso; stabilità, autonomia, capacità di resistenza, contatto con la terra, riuscire “essere in gamba”, percorrere le vie dei cambiamenti necessari.

GINOCCHIO

Umiltà, rispetto dei ruoli e delle gerarchie, espressione di paura “avere le ginocchia molli”

PIEDI

Comprensione, fermezza, costanza, radicamento, umiltà, persistenza, accoglienza. ”prender piede nella vita”, avere il senso di realtà, sostenere un punto di vista. ”stare ai piedi di qualcuno”;“essere un lecca piede”, “calpestare gli altri”, definendo attraverso i piedi la gerarchia sociale.

UNGHIE

Spinta aggressiva; lotta per la vita, superamento dei limiti “mostrare le unghie”, “aggraffiare qualcosa”, porre dei limiti.

  

  • IL SISTEMA GASTROINTESTINALE

La nutrizione può essere definita come l’insieme degli scambi che avvengono tra l’organismo e l’ambiente circostante, al fine di trasformare la materia in energia necessaria a mantenere in vita l’organismo. Questo avviene tramite una serie di operazioni, svolte da organi differenti funzionali a realizzare il metabolismo all’interno di ciascuna cellula.
La digestione sembra avere un’analogia con le funzioni cerebrali, perché il cervello elabora e digerisce le funzioni non materiali del mondo.

Si possono definire quattro fasi principali della digestione corrispondenti, a livello simbolico, ad altrettanti movimenti psichici/emotivi:

1.   Apporto: il cibo entra nel tubo digerente, tramite labbra, lingua, denti, palato.

Accettazione: apertura verso nuove idee, ciò che si desidera ricevere, o ciò che si desidera “addentare”, per es. prendere una decisione.

2.   Inizio digestione: il cibo entra nella bocca: masticazioni, succhi gastrici, saliva. Il cibo entra poi nella faringe, che lo spinge verso l’esofago e da qui raggiunge lo stomaco.

Accoglienza: apertura verso il mondo esterno;

faringe: incorporare/respingere

stomaco: accoglienza, dedizione, disponibilità “qualcosa pesa sullo stomaco”; “mandar giù qualcosa”; “custodire emozioni ingoiate”.

3.   Assorbimento: nel duodeno, poi, il pancreas libera dei succhi digerenti che contengono enzimi grazie cui carboidrati, grassi, proteine si decompongono completamente. Le tappe conclusive hanno poi luogo nell’intestino tenue, ove gli alimenti penetrano nel sangue oppure nella linfa.

Assimilazione ed elaborazione: capacità di assorbire ciò che è vitale e rilasciare ciò che è superfluo.

4.   Escrezione: gli alimenti digeriti, ma non assorbiti, entrano nel colon ove la mucosa è preposta a riassorbire l’acqua. I residui vengono evacuati dal retto, poi dall’ano, sotto forma fecale.

Eliminazione: capacità di rilasciare tutto ciò che è sfavorevole al benessere: principi, giudizi, convinzioni; odio, rancore, sensi di colpa, gelosia, paura, attaccamento.

 

  • L’APPARATO URINARIO

L’apparato urinario comprende gli organi deputati alla produzione, alla raccolta e all’espulsione dell’urina. L’apparato urinario comprende, a partire dall’alto, i reni, che filtrano i liquidi provenienti dalle funzioni corporee, la vescica urinaria, preposta al contenimento dell’urina, e l’uretra, il canale che permette la fuoriuscita del liquido urinario. Se lo svuotamento vescicale comporta la semplice scarica dell’urina all’esterno, sul piano psicologico spesso può veicolare significati assai più a mpi e centrali per la vita di ognuno. Del resto, urinare e defecare sono, insieme al nutrirsi, le prime sensazioni piacevoli del neonato, che sente in tal modo di liberarsi di una tensione interna, e di soddisfare un bisogno.
La minzione, dunque, in quanto azione strettamente legata al piacere e alla soddisfazione, può venire ostacolata su un piano funzionale da conflitti interni. Alla minzione si collega pure il tema del controllo. In generale, la tendenza a trattenere le urine è in analogia con il trattenimento delle emozioni e la scarsa o assente manifestazione di vissuti aggressivi. La disuria, cioè il dolore alla minzione, esprime a prescindere dalla patologia che la provoca una strutturale difficoltà a lasciarsi andare. La pollachiuria, ossia urinare troppe volte durante il giorno suggerisce invece il bisogno inconscio di scaricare all’esterno tensioni psichiche assai lontane dalla coscienza.

In tabella, sono elencati i principali organi dell’apparato urinario e la relativa interpretazione simbolica:

RENI

Capacità di far fronte a ciò che mette in pericolo la vita. Socialità; Conservare l’equilibrio tra le differenze;  contatto  con  l’altro  come  incontro con l’aspetto psichico inconscio.

URETERI

Capacità di scaricare temi psichici esauriti

VESCICA URINARIA

Resistere alla pressione; lasciar andare, passare avanti, capacità di gestire le tensioni, rilassamento con fiducia; “farsela addosso dalla paura”; magazzino di lacrime non versate.

URETRA

Capacità di far defluire, incanalare, smaltire in modo mirato le questioni psichiche vissute e superate.

  

  • LA TESTA E GLI ORGANI DI SENSO

 Gli organi dei sensi sono le porte d’ingresso della percezione. Tramite essi ci si collega al mondo esterno: simbolicamente, rappresentano le finestre dell’interiorità, attraverso cui si guarda ciò che ci circonda.

OCCHI

Specchio dell’anima. Accogliere impressioni, esternare e rispecchiare sentimenti e stati d’animo, percepire il mondo.

ORECCHIE

Ricettività, far entrare, sentire, ascolto, ubbidienza, umiltà, compassione.

BOCCA

Sfera del piacere, organo espressivo, centrale del linguaggio corporeo, sensualità, emancipazione.

I disturbi più frequenti agli occhi sono la miopia e la presbiopia: la prima si manifesta soprattutto in gioventù, mentre la seconda appare in età avanzata. Questo sembra molto appropriato, basti pensare ai giovani che spesso vedono meglio ciò che sta loro attorno, mentre mancano di una visione più ampia. L’età matura e avanzata permette invece una maggior distanza dalle cose. Analogamente, la memoria degli anziani è più efficiente rispetto ai fatti lontani, che presenti. La miopia sembra correlata ad un’accentuata soggettività, egocentricità, “non vedere oltre al proprio naso”; come se la persona riferisse tutto a se stessa, ma rifiutasse di vedere se stessa. I problemi legati alla cataratta sembrano avere una correlazione a riguardo di un timore personale per il futuro; quando questo sembra oscuro, triste e senza speranze di miglioramento.
Per quanto riguarda le orecchie, le problematiche ad esse legate sembrano riguardare qualcosa che recepiamo verbalmente dagli altri. La capacità di sentire sembra inoltre l’espressione fisica di umiltà e capacità d’ascolto. La sordità, calo o assenza di udito, sembra dovuta ad una mancanza di ricettività: ad un’incapacità di dare ascolto agli altri, o ad una chiusura verso gli altri, causata da traumi emotivi.
In generale, i disturbi agli occhi possono essere simbolicamente correlati alla paura o mancata volontà di vedere ciò che circonda l’individuo; mentre i disturbi all’udito sembrano correlati ad una difficoltà verso l’ubbidienza e la sottomissione, ad una perdita di capacità di adattamento e flessibilità. 

 

  • L’APPARATO RESPIRATORIO

La respirazione è un evento ritmico, di inspirazione-tensione, ed espirazione-distensione. L’evento centrale della respirazione è un processo di scambio e di contatto col mondo esterno: nell’inspirazione l’ossigeno viene portato ai globuli rossi, nell’espirazione, viene liberata dell’anidride carbonica.
A livello simbolico, tale meccanismo fisico sembra rispecchiare la capacità di prendere e dare in relazione al mondo esterno: il contatto e la relazione, fatta di comunicazione e scambio. Il rifiuto ad esempio di prendere contatto con qualcuno, può manifestarsi, con un eruzione a livello cutaneo, oppure attraverso uno spasmo respiratorio, l’asma bronchiale. “Mi manca l’aria”, “questa persona mi porta via l’aria”, “avere fame d’aria”, sono detti popolari, che riguardano problematiche riferite al bisogno di spazio e autonomia.

In tabella, sono elencati i principali organi del sistema respiratorio e la relativa interpretazione simbolica:

NASO

Percezione sensoriale: “annusare qualcuno per conoscerlo; creare fiducia “annusandosi a vicenda; capacità intuitiva, “avere fiuto per qualcosa”, adattamento e atteggiamento nei confronti dell’ambiente esterno; potere, orgoglio; “avere la puzza sotto il naso”.

FARINGE (GOLA)

Incorporare, inghiottire, “qualcosa va di traverso”, respingere ciò che è negativo; comunicazione,espressione. “sentirsi presi per la gola” in una situazione senza vie d’uscita.

TONSILLE

Difesa del mondo interno, da qualcosa di esterno nocivo.

LARINGE

Formazione ed espressione della voce, dell’umore e dei pensieri. Evento forte che “lascia senza parole”, timore nel dire la propria opinione.

GHIANDOLA TIROIDE

Equilibrio nell’uso dei mezzi espressivi; gestione delle emozioni.

POLMONI

contatto, comunicazione, scambio; creare e mantenere il contatto col mondo esterno; libertà, “poter respirare liberamente”; legame con gli altri “tutti respiriamo la stessa aria”.

BRONCHI

Canali di collegamento tra mondo interiore e mondo esterno. Rifornimento e smaltimento dell’energia. Capacità di prendere il proprio spazio vitale, il proprio territorio.

 

  • L’APPARATO CIRCOLATORIO

Se l’apparato respiratorio si incarica di far entrare la vita nel nostro organismo, l’apparato circolatorio provvede alla distribuzione della vita, contribuendo al suo mantenimento. Il sangue simbolizza la vita: è l’apporto materiale di vita e l’espressione dell’individualità, “ogni goccia di sangue contiene l’uomo intero”. L’apparato circolatorio dispone di una pompa, il cuore, e di una rete di canali che portano alle cellule l’ossigeno e le sostanze che le nutrono, per poi inoltrare ciò che non serve più verso gli organo predisposti all’eliminazione. Le principali malattie correlate al sistema circolatorio sembrano riguardare un’insufficiente circolazione di amore ed emozioni positive nell’individuo.

In tabella, sono elencati i principali organi dell’apparato circolatorio e la relativa interpretazione simbolica:

CUORE

Sede dell’anima; sorgente di energia vitale, centro dell’uomo e della vita; patria dei sentimenti più profondi, barometro delle emozioni, capacità di amare; organo dei sensi più alto “ascoltare con il cuore”, “ascoltare il proprio cuore”. Percepire e dare ascolto ai temi centrali della vita; ricettività “prendere a cuore qualcosa o qualcuno; modello di comportamento cooperativo, risonanza, magnanimità, coraggio “avere il cuore da leone”; identità dell’Io. Muscolo legato agli sforzi che si fanno per vivere e per essere felici.

ARTERIE (vasi sanguigni)

Vie della forza vitale, capacità di rifornire e smaltire, trasportare e portar via. Quanto apportiamo o riceviamo dagli altri per mantenere e conservare ciò cui teniamo.

VENE

Capacità di far fronte alle avversità, di trovare soluzioni ai problemi, o di eliminare ciò che impedisce la serenità.

MILZA

Filtro della forza vitale, regola le energie e le difese. Successi e fallimenti nella vita.

SISTEMA LINFATICO

Difese col mondo esterno, protezione, scambi.

Le malattie e i sintomi psicosomatici a carico del sistema cardiovascolare sono ad esempio le aritmie, le crisi tachicardiache, le coronopatie (angina pectoris, insufficienza coronarica, infarto) l’ipertensione arteriosa essenziale, la cefalea emicranica, la nevrosi cardiaca, le algie precordiali. Interessante è osservare come la pressione sanguigna sembri essere espressione della dinamica della persona.
Essa risulta dall’equilibrio tra il comportamento del sangue che fluisce e il comportamento delle pareti dei vasi sanguigni che ne limitano il corso. Per quanto riguarda la pressione bisogna tener sempre presenti queste due componenti antagoniste, che a livello simbolico possono corrispondere l’una (il sangue) al proprio essere, l’altra (le pareti del vaso) ai limiti su cui la persona si orienta nel suo sviluppo e alle resistenze che vi si oppongono. Una persona ipotonica, con la pressione troppo bassa, sembra non sollecitare i propri confini di fronte ad una situazione di conflitto: ritira le proprie forze fino allo svenimento. Al polo opposto, troviamo l’ipertonico, che in situazione di conflitto, si carica di forza, senza però poi scaricarla sotto forma di azione. La pressione alterata si spiega fisiologicamente con un apporto maggiore di energia per risolvere meglio futuri compiti e conflitti. Se questo avviene, viene consumata l’energia eccedente e la pressione torna ai valori normali. E’ come se, sia l’ipotonico che l’ipertonico, evitassero i conflitti, però con metodi diversi: l’ipotonico, fugge dal conflitto rifugiandosi nell’inconscio, l’ipertonico devia dal conflitto la sua attenzione e da chi gli sta accanto, sviluppando in altre direzioni un’eccessiva attività; egli si rifugia nell’azione. La pressione alta può inoltre essere indizio di aggressività repressa: l’ostilità rimane a livello immaginativo e così l’energia prevista non viene messa in movimento, né scaricata.

 

  • LA PELLE e L’APPARATO CUTANEO

La pelle è l’organo più grande dell’uomo. La pelle assolve a molte funzioni, le cui più importanti sono: delimitazione e protezione; organo di contatto; organo di espressione e rappresentazione; organo sessuale; respirazione; sudorazione; regolamentazione del calore. Funzioni che stanno tra i due poli di limitazione e contatto. Viviamo la pelle come limite materiale esterno e contemporaneamente attraverso la pelle siamo in contatto col mondo esterno. Essa rispecchia il nostro modo d’essere, sia perché la pelle riflette in superficie lo stato degli organi interni, sia i nostri processi e le nostre reazioni psichiche.
Si diventa “rossi di vergogna”, “pallidi per la paura”, si suda per il terrore e viene la “pelle d’oca”, “si rischia la pelle, affrontando una situazione esterna pericolosa. La pelle sembra, quindi, essere una grande superficie proiettiva, su cui diventano molto visibili sia processi somatici che psichici, che sembrano riguardare soprattutto i contatti interpersonali. Nel caso delle eruzioni della pelle sembra che qualcosa voglia uscire, qualcosa che spezza il confine. Un esempio evidente è l’acne giovanile, che sembra manifestare la situazione di conflitto inerente alla pubertà: la sessualità, l’amore, il gruppo dei pari. Emerge l’esigenza di un contatto di pelle con l’altro e perché ciò avvenga l’altro deve accettare questo contatto, così com'è nella propria pelle. L’acne giovanile ha spesso a che fare con l’accettazione di se stessi e di desideri che vengono invece repressi. La sessualità non vissuta si manifesta sulla pelle sotto forma di acne e l’acne impedisce il sesso, come un circolo vizioso. Un’eruzione cutanea sembra sempre mostrare ciò che è stato represso finora, e che vorrebbe spezzare i confini e venire allo scoperto. Una delle dermatosi più frequenti è poi la psoriasi. Essa si manifesta in focolai limitati, circolari, infiammati, coperti da pustoline bianche-argenteo, dure e resistenti. La funzione naturale della pelle sembra divenire qui esasperata: una difesa che presuppone la paura di essere feriti, per via di un’estrema vulnerabilità personale, di una “sensibilità a fior di pelle”. Sono in generale persone ipersensibili che hanno un gran bisogno d’amore da parte degli altri. Sembra che la psoriasi compaia in persone che hanno vissuto un doppio conflitto di separazione: uno di vecchia data, che pensavano di aver risolto, e uno attuale che lo riattiva.

 

  • L’APPARATO RIPRODUTTIVO

In tabella, sono elencati i principali organi dell’apparato riproduttivo, sia femminile che maschile, insieme alla relativa interpretazione simbolica:

APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE

OVAIE

Femminilità, Creatività, trasmissione di ciò che ci appartiene.

TUBE UTERINE

Relazione uomo-donna

UTERO

Maternità, ospitare la vita, nutrire, aprirsi e donare la vita.

VAGINA

Mettere al riparo, avvolgere, dedizione e desiderio.

SENO

Senso materno, nutrimento, protezione;

seduzione, forza femminile, relazione.

APPARATO RIPRODUTTIVO MASCHILE

PROSTATA

Potenza maschile, fiducia nella sessualità e vitalità; apporto di nutrimento.

PENE

Principio attivo maschile, yang; potere maschile, esercizio di potere, il dominare e il donare sono confinanti.

TESTICOLI

Fertilità, creatività, parte più sensibile dell’uomo; donare la vita, uso delle risorse in favore della conservazione della vita; vitalità e potenza.

I disturbi che riguardano l'apparato riproduttivo sono generalmente collegati al rifiuto della propria sessualità: a partire da un senso di colpa o rivolta nei confronti di incesto, violenza, abuso; a problemi riguardanti la famiglia d’origine.
Ad esempio, il vaginismo sembra legato alla paura della penetrazione, in seguito ad un trauma riferito alla sfera sessuale, come la penetrazione forzata, la vista di un pene in erezione, la paura di subire violenze. La sterilità, sia maschile che femminile, può essere invece legata alla paura inconscia d’avere figli. Un timore che può essere motivato dalla paura del parto, al timore di perdere il proprio ruolo, di ricevere meno attenzioni dal partner, di non essere all’altezza come genitore, o dall’ansia di condurre il bambino in questo mondo. Le mestruazioni, che racchiudono in sé la specificità più forte della femminilità, pur essendo un fenomeno naturale e del tutto fisiologico, il ciclo mestruale viene vissuto da molte donne con un malessere e un disagio tali da condizionare il loro stile di vita. Ad esempio, l’amenorrea, ossia l’assenza del ciclo mestruale, è spesso indicativa di una rinuncia, più o meno sofferta, della propria femminilità, profondamente rifiutata o vissuta in modo ambivalente e conflittuale. Probabilmente accade perché è presente il desiderio inconscio di restare o ritornare bambine, evitando in questo modo tutti i conflitti e le problematiche connesse a una gestione di una sessualità matura. Rimanere “piccole” infatti consente di evitare le responsabilità di una consapevolezza adulta. Può anche accadere che un’eccessiva identificazione con un modello maschile impoverisca l’essenza femminile impedendo così la sua libera espressione.

 

CONCLUSIONE

Sono le esperienze emotive e le credenze psicologiche a plasmare i tessuti e la struttura del corpo, oppure è la struttura del corpo a predisporlo ad emozioni ed atteggiamenti specifici?

Una domanda a cui sembra impossibile dare una risposta, fa emergere dubbi sulla correttezza della domanda stessa. La logica lineare, dualistica, di causa-effetto, riesce infatti difficilmente a rispondere tale interrogativo.
Il modello “bio-psico-sociale”, che contrasta con l’interpretazione puramente biologica della malattia, ma anche puramente psicogenetica, sembra invece poter risolvere la complessità del problema. L’ottica sincronica, propria di tale modello, che vede l’interazione tra psiche e corpo come circolare, e non più lineare, riesce infatti a spiegare il continuo e reale feedback tra il linguaggio del corpo e la struttura della psiche.

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda ai seguenti testi: 

  • Ancona M., Psicosomatica tra causalità e sincronicità, Relazione presentata alle conferenze S.I.M.P., Torino, 30 Settembre 1987.
  • Rainville C., Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. La guarigione a portata di mano., 1995, Ed. Amrita s.r.l., Torino, 2000.
  • Dahlke R, Malattia come Simbolo, dizionario delle malattie, sintomi, significato, interpretazione, 2005, Mediterranee, Roma, 2006.
  • Dahlke R., Dethlefsen. T., Malattia e Destino, il valore e il messaggio della malattia., 1987, ed. Mediterranee, Roma, 2010.
  • Dahlke R., Kaesemann V., Malattia linguaggio dell'anima nel bambino - Malattie dell'infanzia: significato, interpretazione e terapia olistica, 2011, ed. Mediterranee, Roma.
  • Dycthtwald K., Psicosomatica, 1977, Astrolabio, Roma, 1978.

 

AREE DI INTERVENTO: DISTURBI PSICOSOMATICI

 

  • I più grandi pericoli della vita s'incontrano, quando si fa di tutto per evitarli.

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