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Psicologa • Psicoterapeuta

FOBIA SOCIALE

L’ansia sociale è un’esperienza profondamente umana, normale e fisiologica, che consiste in un insieme di fenomeni di disagio sperimentati in alcune situazioni sociali in cui è richiesta una performance. Provare ansia sociale non denota necessariamente essere affetti da un disturbo psicologico. Quando però tale ansia diventa eccessiva e pervasiva, associata all'evitamento sistematico di tali situazioni, allora si può parlare di FOBIA SOCIALE. 

 

Curati di ciò che dicono gli altri e sarai sempre loro prigioniero.

Lao-Tzu, Tao tê Ching, 250 a.C

L’ansia sociale, percepita da quasi tutti almeno una volta nella vita, è caratterizzata da uno stato di attivazione neurovegetativa che tende a perdurare e che può manifestarsi con tachicardia, difficoltà respiratorie, tremori, vertigini, rossore, sudorazione o tensione muscolare.
La FOBIA SOCIALE, di interesse clinico, detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale, è la paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire un tipo di prestazione, che non siano, a chi ne è affetto, familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui.
Si tratta di un particolare stato ansioso nel quale il contatto con gli altri è segnato dalla paura di essere malgiudicati e dalla paura di comportarsi in maniera imbarazzante ed umiliante.

Le persone che soffrono di fobia sociale evitano situazioni spiacevoli, o, se sono costrette ad affrontarle, sono molto a disagio con loro stesse.
Le difficoltà interpersonali sono vissute con intensa ansia e si accompagnano inibizione, vergogna, senso di inadeguatezza, bassa autostima, sentimenti depressivi, evitamenti generalizzati e altri disagi. Tutto ciò si ripercuote negativamente sulla qualità della vita dell’individuo.
La persona nel confronto con gli altri ha spesso una rappresentazione di se stessa negativa, che si accompagna alla convinzione centrale di poter essere svilito, umiliato, svelato nei propri difetti e mancanze di fronte agli altri.

La persona con fobia sociale manifesta un'elevata ansia anticipatoria al solo pensiero di doversi trovare in situazioni sociali critiche. Può temere di arrossire, sudare, balbettare, tremare e, per assicurarsi che questo non avvenga, la sua attenzione è tutta focalizzata su se stessa e sui propri stimoli interni, trascurando il contesto e quindi gli altri. Avviene una sorta di dissociazione in cui la persona è sia l'osservatore che l'osservato: si osserva dall'esterno, come se fosse un altro da sé che lo giudica.
Tutto ciò, lungi dal poter prevenire o controllare le possibili situazioni temute, non fa altro che predisporre e acuire i sintomi. La percezione della propria inadeguatezza viene proiettata all’esterno, e i segnali prodotti dagli altri, selettivamente osservati, quali sguardi, risate, gesti, parole, vengono interpretati soggettivamente e letti come conferma della propria inadeguatezza.

La paura angosciante di essere messo a nudo scatena una delle emozioni più negative che la persona possa sperimentare: la vergogna.
E la vergogna è proprio l’emozione prevalente nella fobia sociale, la cui presenza segnala la compromissione di quel vitale scopo che è il fornire agli altri una buona immagine di sé, col conseguente desiderio di voler scomparire, diventare invisibili, per sottrarsi al giudizio negativo degli altri.
La vita di chi soffre di Fobia sociale è così caratterizzata dall’evitamento e dalla rinuncia: i contatti sociali sono ridotti, quando non del tutto assenti; spesso si hanno pochi amici, scarsi rapporti intimi, e generalmente vengono scelti quei lavori modesti e anonimi che garantiscono l’assenza di conflitti. È quindi comprensibile che tale disagiante situazione sia accompagnata anche da vissuti altrettanto negativi, quali ad esempio depressione, solitudine, frustrazione, autosvalutazione...

L’isolamento sociale può quindi innescare una depressione che aggrava ancor di più la fobia sociale: apatia, demotivazione, scarsa energia, rappresentano un ulteriore peso che rende veramente difficile il riuscire a superare da soli il problema.
Rivolgersi ad uno psicoterapeuta, svelando la propria condizione di sofferenza, rappresenta un primo passo importante verso la guarigione e la ripresa di uno stile di vita più sano, interrompendo così la cronicizzazione di un problema, spesso taciuto per vergogna.

 

APPROFONDIMENTI: "LA VERGOGNA: DAL SILENZIO ALLA PAROLA"