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Psicologa • Psicoterapeuta

Modalità di Cura

 

Non sempre "curare" significa “guarire”, per come lo si intende comunemente, ossia eliminare un sintomo che reca dolore.
Curare, “aver cura di”, è anche, e soprattutto, comprendere, accogliere e rispettare.
Il sintomo può custodire un significato importante per la nostra crescita, come pure il dolore. E' importante capirne il significato, anziché eliminarlo. D'altronde, la vera guarigione è imparare ad aver cura di Sè stessi e di tutta l'immensità che ci appartiene: Corpo, Anima e Spirito.

Dott.ssa Nicoletta Alberta

 

La sofferenza psicologica si manifesta attraverso un insieme di sintomi, più o meno complessi, sia psicologici che fisici. Risulta riduttivo trattare la complessità del disturbo psicologico solo focalizzandosi sul sintomo manifesto, come ad esempio l’attacco di panico. In tal caso, sarebbe sì corretto interpretare l’attacco di panico come espressione di una crisi di separazione e perdita dei punti di riferimento, tuttavia, affinché l’interpretazione sia terapeutica, è necessario contestualizzare il sintomo alla persona che ne è portatrice. Il soggetto è sempre unico e irripetibile anche rispetto alla sua sofferenza, che acquisirà allora significato solo all'interno della sua particolare storia di vita. Una sofferenza può essere simile, ma mai identica a quella di un’altra persona, motivo per cui la modalità di intervento e cura dovrà essere centrata sulla persona e non unicamente sul sintomo.

Sarà quindi fondamentale, nelle sedute di psicoterapia, ricostruire con la persona la storia del sintomo e comprendere se e come questo si intrecci con la storia della sua vita: quando il sintomo è insorto, come si è evoluto, se in alcuni periodi è scomparso, come si manifesta oggi … Il sollievo dal sintomo, la sua riduzione o remissione costituiscono la meta primaria del lavoro psicoterapeutico, ma, insieme a ciò, è altrettanto importante la comprensione del sintomo, il suo significato simbolico, la sua funzione.
Il sintomo non è mai cattivo, esso ci avvisa che stiamo sbagliando strada. Così, se l’eliminazione del sintomo può costituire un cambiamento, per così dire, di primo livello, la sua comprensione e la conseguente elaborazione può condurre ad un cambiamento di secondo livello che offre sia una maggiore garanzia di stabilità e di maggior equilibrio fisico e mentale, che una spinta evolutiva alla crescita.
Nell'ambito di una buona relazione terapeuta-paziente si lavora quindi all'unisono su questi due livelli: col primo si mira alla riduzione dei pensieri disfunzionali, all'accrescimento dell’autostima, al riconoscimento delle proprie emozioni trascurate o negate; col secondo si mira all'analisi delle modalità difensive divenute disfunzionali, ad una ridefinizione di se stessi, ad una miglior integrazione del Sé, ad una nuova costruzione identitaria a cui poter attingere per vivere in equilibrio ed armonia con se stessi e gli altri.