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Psicologa • Psicoterapeuta

TERAPIA EMDR

La TERAPIA EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ossia Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è una metodologia terapeutica che utilizza i MOVIMENTI OCULARI o altre forme di STIMOLAZIONE ALTERNATA BILATERALE , destro/sinistra, per trattare disturbi conseguenti ad esperienze traumatiche o ad esperienze più comuni, ma emotivamente stressanti. Scientificamente comprovato da studi condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni, il metodo EMDR mostra la sua grande efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie, inclusi depressione, ansia, fobie, lutto acuto, sintomi somatici e dipendenze.

Penso che quest'uomo stia soffrendo per i suoi ricordi. 

Sigmund Freud

Il modello dell'elaborazione adattiva dell'informazione (Adaptive Information Processing) su cui si fonda l'EMDR, suggerisce che alla base della psicopatologia vi sia l'immagazzinamento disfunzionale nelle reti mnestiche o l'incompleta elaborazione di esperienze negative di vita e traumatiche. Ciò sembra alterare la capacità delle persone di integrare queste esperienze in modo adattivo all'interno del proprio sistema di memoria.

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SEDUTE DI EMDR

COME FUNZIONA L'EMDR NELLA PRATICA CLINICA?

Il trauma è personale. Anche se viene negato, esso non scompare. Quando è ignorato o negato, le grida silenziose continuano interiormente e vengono sentite solo da chi ne è prigioniero. Quando qualcuno entra in quel dolore e sente le urla, la guarigione può iniziare.

Danielle Bernock

Per poter avviare una seduta di EMDR, secondo il protocollo standard, è necessario innanzitutto individuare un TARGET, ossia un un RICORDO DISTURBANTE.
Si procede in senso cronologico partendo dai ricordi disturbanti del passato, procedendo con quelli del presente e anticipando scenari futuri.

Una volta individuato il ricordo da cui partire, si chiede di individuare l’IMMAGINE PEGGIORE DELL'EVENTO dell’evento. Si procede con l’individuazione della COGNIZIONE NEGATIVA che la persona ha sviluppato su di sé in relazione a tale ricordo; le cognizioni negative maggiormente riportate dai pazienti sono: non valgo, sono sbagliato, sono incapace, sono cattivo, non vado bene.
Identificare una corretta cognizione negativa legata al momento presente è fondamentale in quanto l’EMDR trasforma solo il materiale realmente inadeguato e disfunzionale, mentre quello veritiero non viene modificato (ad es. nel caso di una vittima di stupro la cognizione negativa “ero impotente” è probabilmente corretta in relazione all’evento, mentre la cognizione “sono impotente” può essere ristrutturata attraverso l’EMDR in quanto non risulta più adeguata nel momento presente).

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EFFICACIA DELL'EMDR

L’EMDR è stata presentata per la prima volta nel 1989 e sviluppata nel 1990 da Francine Shapiro e a oggi può essere definito, a tutti gli effetti, un approccio empiricamente supportato per il trattamento di esperienze traumatiche che hanno portato allo sviluppo della psicopatologia o del disagio psichico nel paziente.

Gli effetti terapeutici dell’ EMDR sono stati osservati già nei primi studi condotti negli anni ’90. Due studi di Brom e coll. (1989) in cui sono state condotte 15 sedute di desensibilizzazione e un lavoro di Foa e coll. (1991) hanno dimostrato l’efficacia della tecnica. Anche uno studio condotto da Forbes e coll. (1994) su soggetti affetti da Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) ha dimostrato l’efficacia dell’EMDR solo dopo 4 sedute terapeutiche.

I primi studi sull’efficacia terapeutica dell’EMDR sono stati condotti su vittime civili (Chemtob, Nakashima, Hamada, Carlson, 1996; Freund, Ironson, Williams, 1998; Lee e Gavriel, 1998…), sui reduci di guerra (Boudewyns e Hyer, 1996; Carlson e al., 1998..), su pazienti affetti da PTSD (Lazrove e coll, 2000; Grainger e al., 1997…) e hanno dimostrato come l’EMDR favorisca una notevole riduzione della sintomatologia post traumatica.

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  • Talvolta, le tempeste che scuotono la nostra vita sono necessarie per provocare una reazione, un risveglio, una trasformazione. Per metterci di fronte ai noi stessi, darci la possibilità di rivedere i nostri atteggiamenti, esaminare con più attenzione i nostri pensieri, e salvarci così da quel decadimento che, altrimenti, ci sarebbe stato in una situazione arida, statica, bloccata su debolezze e convinzioni sbagliate.

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