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Psicologa • Psicoterapeuta

SEDUTE DI EMDR

COME FUNZIONA L'EMDR NELLA PRATICA CLINICA?

Il trauma è personale. Anche se viene negato, esso non scompare. Quando è ignorato o negato, le grida silenziose continuano interiormente e vengono sentite solo da chi ne è prigioniero. Quando qualcuno entra in quel dolore e sente le urla, la guarigione può iniziare.

Danielle Bernock

Per poter avviare una seduta di EMDR, secondo il protocollo standard, è necessario innanzitutto individuare un target, ossia un un RICORDO DISTURBANTE.
Si procede in senso cronologico partendo dai ricordi disturbanti del passato, procedendo con quelli del presente e anticipando scenari futuri.

Una volta individuato il ricordo da cui partire, si  procede con l’individuazione della COGNIZIONE NEGATIVA che la persona ha sviluppato su di sé in relazione a tale ricordo; le cognizioni negative maggiormente riportate dai pazienti sono: non valgo, sono sbagliato, sono incapace, sono cattivo, non vado bene.
Identificare una corretta cognizione negativa legata al momento presente è fondamentale in quanto l’EMDR trasforma solo il materiale realmente inadeguato e disfunzionale, mentre quello veritiero non viene modificato. La cognizione negativa, dunque, deve riferirsi a se stessi ed essere sostenuta nel presente.

A questo punto, viene identificata la COGNIZIONE POSITIVA, ossia ciò che alla persona piacerebbe pensare di se stessa ripensando a quell’evento.
Identificare una cognizione positiva significa definire una visione alternativa del trauma.

Successivamente, vengono individuate le EMOZIONI provate nel presente in relazione al ricordo dell’evento traumatico. L’intensità delle emozioni viene valutata all’inizio e continuamente monitorata durante tutto il processo di desensibilizzazione.

Infine, si chiede di fare attenzione alle SENSAZIONI FISICHE provate nel ricordare l’evento traumatico, che possono presentarsi come memorie corporee dell'esperienza traumatica.

Dopo aver definito i precedenti elementi in relazione al ricordo traumatico, si procede con i MOVIMENTI OCULARI, la cui distanza, velocità e direzione vengono adeguate al paziente. Dopo ogni set, si chiede al paziente un feedback per valutare le nuove informazioni, pensieri, immagini o emozioni che sono insorti durante la rielaborazione.

Ci sono diverse tecniche che possiede uno psicoterapeuta formato in EMDR per affrontare le difficoltà di elaborazione del materiale mnestico e le difficoltà che il paziente stesso può avere nell’accostarsi a questo tipo di tecnica. 

TERAPIA EMDR        EFFICACIA DELL'EMDR

 

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  • La matassa si aggroviglia, se il primo semplice nodo non è stato sciolto. E spesso si preferisce accrescere un tutto complicato, piuttosto che aprire gli occhi sulla semplicità di un nodo e risolverlo. Perché il nodo ferma il fluire. E noi abbiamo sempre troppa fretta di vivere.

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